Biografia

Stefania Fragano, nasce a Lentini in provincia di Siracusa l’8 settembre 1989, da una famiglia umile, padre artigiano e madre sarta e vive a Francofonte (Siracusa) fino all’età di 22 anni. Sin da piccola affascinata dall’arte e dai colori, adorava disegnare e pasticciare, non appena riusciva a trovare uno strumento che scrivesse non resisteva dall’esprimere la sua voglia di arte e disegnava sulla qualunque cosa, dai tavoli alle pareti di casa. Sviluppando durante la crescita una spiccata vena artistica.

Fu così che all’età di 14 anni decise di intraprendere gli studi artistici iscrivendosi al Liceo Artistico P.L. Nervi di Lentini ‘’progetto Michelangelo‘’, spinta anche dal suo primo insegnante di educazione artistica delle scuole medie, il Professore Randino. Riesce sin da subito ad ottenere grandi profitti dalle materie attinenti all’arte; conosce e studia con insegnanti che le apriranno la mente sulla concezione di Arte, lasciando in lei dei segni indelebili, quali la docente e artista Giovanna Bellanca e il Professore Massimo Blanco. In seguito, conclusi gli studi, intraprende gli studi accademici presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, frequentando il corso di Decorazione-Product Design.

Punto di riferimento artistico per lei è stato il docente Salvatore Messina; frequentando il corso di tecniche e tecnologie dei materiali del docente, le ha permesso di sperimentare nuovi materiali prima a lei sconosciuti, oggi essenziali e di fondamentale importanza per la sua Arte.

Nel 2012 si trasferisce a Lentini, poiché decide di sposarsi, a studi non ancora conclusi, con l’amore di una vita incontrato alla sola età di 14 anni tra i banchi di scuola. Un giovane Ingegnere, Vincenzo Ferrante, dalle idee innovative e stravaganti
come le sue, spesso fulcro di ispirazioni per Stefania Fragano. Nel 2014 partorirà una bimba che chiamerà Ginevra. Pur essendo diventata moglie e madre a settembre 2015 completerà gli studi specialistici presso l’Accademia di Belle Arti con il massimo dei voti.

Nel 2016 nascerà il secondo genito Emanuele. Arricchisce il suo bagaglio artistico ed emozionale viaggiando spesso ed incontrando artisti di vario genere. Oggi vive ed esprime la sua Arte a Lentini. Giovane artista dal carattere particolare e
stravagante come le sue opere, solare ed espansiva.

L’ARTE E’ PER LEI: LO SCAPPARE DALLA NORMALITA’ CHE TI VUOLE MANGIARE.

LA POETICA

Stefania Fragano in seguito a vari studi e sperimentazioni ha creato una tecnica nuova, particolare e personale, mai utilizzata in pittura.
Lavora con supporti di polistirolo espanso di varie dimensioni, forme e densità; assembla spesso più pezzi di polistirolo, fondendoli insieme per poi trattarli e modificarli, rendendoli opere d'arte. Agisce tramite acido nitrico, essenza di trementina ed acetone per incidere, corrodere e intaccare il supporto, ottenendo così la forma ricercata e desiderata. Perforando il supporto riesce a rendere l'opera, non più bidimensionale come gli altri quadri, ma bensì tridimensionale.
Successivamente, tratta il supporto con smalti, vernici, acrilici e colla; inserendo, inoltre, materiali come pietra lavica, polvere di vetro e alluminio, terre, sabbia, foglia oro e sughero.
Come Pollock, l'artista Fragano lavora a più lavori contemporaneamente e ci lavora in orizzontale, in casi particolari in verticale.
Stefania Fragano è molto legata alla sua terra, infatti le sue opere hanno spesso dei richiami ai vulcani e alla natura.

INTERVISTA ALL’ARTISTA DA PARTE DELLA RIVISTA EUROARTE

Domanda: Come ha iniziato ad avvicinarsi all’arte?

Risposta: Non mi sono mai avvicinata al mondo dell'arte, io sono nata per l'arte! Sin da piccola adoravo i colori in generale, disegnare e pasticciare, non appena riuscivo a trovare una penna o un qualcosa che scrivesse non resistevo e non mi fermavo alla ricerca del supporto su cui esprimermi, ma disegnavo sulla qualunque cosa, dai tavoli alle pareti di casa, a tal punto che le zone basse delle pareti del salone di mia madre erano conciate male, grazie alla mia irrefrenabile voglia di espressione, ed avevo soli pochi anni! Fu così che all'età di 14 anni decisi di intraprendere gli studi artistici iscrivendomi al Liceo Artistico, ottenendo sin da subito ottimi risultati e di seguito mi iscrissi all' Accademia di Belle Arti.

D: La sua prima mostra come l’ha vissuta?

R: La mia prima mostra l'ho vissuta tra ansie, nervosismo e paure. Ero terrorizzata dal fatto che la mia opera non arrivasse integra a destinazione o che non fosse consegnata in tempo. Al contempo però, ero felicissima di confrontarmi con altri artisti, con altri modi di pensare e vedere l'arte, e di poter mostrare finalmente la mia arte a chi ero sconosciuta, per la curiosità di scoprire cosa ne pensassero. In sintesi, la mia prima mostra è stata un connubio di emozioni che mi hanno portata a migliorarmi nel tempo e a crescere artisticamente.

D: Secondo lei esiste il bello nell’arte?

R: Il bello nell'arte secondo il mio punto di vista non è oggettivo, ma strettamente soggettivo nel senso che esiste il ''bello'' dato dalla perfezione stilistica di un'opera, ma il bello assoluto è quello che ogni persona prova posta davanti ad un'opera d'arte. Il bello soggettivo, si manifesta quando un'opera ti coinvolge, ti suscita emozioni e non puoi fare a meno di guardarla e ne sei attratto. Come quando desideri qualcosa con tutto te stesso e se non puoi averla diventa ancor più bella e ricercata.

D: Cosa pensa che il pubblico si aspetti, quando visita la mostra?

R: Quando si partecipa ad una mostra ci si aspetta sempre di trovarne all'interno delle novità, opere d'arte da lasciare a bocca aperta, infatti, è proprio così che ogni artista dovrebbe pensare le proprie opere d'arte, particolari ed innovative tanto da lasciare lo spettatore senza parole, per farlo parlare di te con le persone con cui è a contatto, e lasciarlo con la curiosità di seguire il tuo percorso futuro, per scoprire cos'altro riuscirai a creare e tirar fuori.

D: L’ispirazione esiste ed è fondamentale nell’operato di un artista?

R: Per un'artista l'ispirazione credo sia alla base per le proprie creazioni. Per me è così. Se non si ha qualcosa a cui ispirarsi si rischia di realizzare un'opera senza anima, senza un valore emozionale. Quando per la realizzazione di un'opera mi ispiro a qualcosa che ritengo importante e fondamentale per me ed il mio percorso, viene fuori l'Opera d'Arte meglio di come l'avevo pensata; ricca di sentimento e significato, con una storia alle spalle, un'opera ricca di emozioni, trasmesse attraverso segni, colori e materia.

D: Una delle opere a cui tiene di più?

R: Una delle mie opere preferite è '' Oro sotto terra '', perché rappresenta un momento ben preciso e particolare della mia vita artistica. Introduce alcune innovazioni nel mio percorso stilistico, che hanno dato il via a nuove creazioni e ad un cambiamento nel mio modo di agire pittoricamente parlando. '' Oro sotto terra '' è frutto di diversi studi e sperimentazioni. Simboleggia gli opposti, dai colori al suo significato più nascosto, la ricchezza e la povertà. Inserita nel solco centrale la foglia oro, come oro è per l' Arabia Saudita il petrolio intrappolato sotto la loro terra.

D: La sua ultima ricerca artistica?

R: La mia ricerca artistica riguarda nuove tecniche e tecnologie applicate alle opere. Ho sottoposto alla mia attenzione: le muffe, i catrami, i vulcani, le eruzioni, i crateri e lo scorrere del tempo nel corso della vita. Opere dal linguaggio astratto che non concedono assolutamente nulla di figurativo in senso tradizionale. Le raffigurazioni astratte sono ottenute da corrosioni ricavate con acidi e smalti sintetici, donando alle opere un aspetto plastico evidente.

D: L’evento più importante che ha realizzato?

R: L'evento più importante a cui ho preso parte è stato ''Italian Soul- Contemporary Art in UAE'' a Dubai presso Don Alfonso 1890. E' stato di fondamentale importanza per me , perchè era la prima volta che esponevo all'estero, ed ha dato una svolta alla mia carriera artistica e alla voglia di andare avanti, riconfermando l'idea di spazio nel mondo che avevo deciso di occupare.

D: Il critico è importante per un artista?

R: Ritengo che la figura del critico d'arte sia importante, ammesso che il critico in questione sia una persona seria ed onesta, non una persona che si fa chiamare tale, ma in realtà vuole solo speculare sull'operato degli artisti. La critica è importante per l'opera d'arte perché fa in modo di dare delle basi razionali per le valutazioni e l'apprezzamento della stessa.

D: Quali suggerimenti si sente di dare a chi si avvicina al mondo dell’arte?

R: Suggerirei di studiare, ricercare e sperimentare per diventare un vero e bravo artista, perchè di artisti il mondo ne è pieno, ma solo in pochi sono quelli che si possono definire tali. Per diventare artisti bisogna trovare quello che ancora non si è fatto, quello che ancora nessuno ha pensato di realizzare, altrimenti si rischia, anche se bravi, di rimanere nell'anonimato; non appena si riesce a trovare la novità, una nuova tecnica o anche semplicemente i particolari che fanno la differenza si diventa un artista innovativo e ricercato da tutti, perché la novità attrae sempre. La curiosità umana è alla base dell'esistenza.

D: Un consiglio ai nostri lettori

R: Ai lettori consiglierei semplicemente di leggere con attenzione le parole di noi artisti, captare quello che vogliamo far intuire tra le righe e di fare attenzione ai particolari e ai dettagli perché sono loro a fare la differenza.

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